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Ricerca animali scomparsi col drone: intervista a Daniele Scaffidi, un pioniere del settore

  • Immagine del redattore: Gabriele Turci
    Gabriele Turci
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 10 min

Da ore un cane è disperso in una zona di campagna vasta ed impervia. È notte, fa freddo, e nella squadra di ricerca a terra il pessimismo si sta facendo strada.. quando un ronzio discreto spezza il silenzio. Un drone sorvola la zona e rileva una firma di calore tra i cespugli in lontananza. Il cane è salvo.


Per molte famiglie, Daniele Scaffidi e il servizio che offre coi suoi droni sono diventati molto più di uno strumento. Hanno rappresentato l’ultimo, tecnologico appiglio alla speranza. E dietro a questo servizio, c’è molto più di un semplice drone: c'è una storia personale, c’è una specifica preparazione, ci sono dei protocolli.


In questa intervista cercheremo di raccontare non solo il “come” avvenga la ricerca di animali scomparsi col drone, ma anche il “perché” di una missione che ha trasformato un’esperienza di dolore in un’opera di aiuto concreto.

 


ricerca animali dispersi col drone - dronext srl

 




DRONEXT: La tua storia personale è profondamente legata a questo lavoro. Puoi raccontarci come l'esperienza della scomparsa di tua madre ha dato una direzione alla tua passione per i droni e perché hai deciso di offrire questo servizio?


SCAFFIDI: Mia madre era affetta da una malattia psichiatrica molto grave sottovalutata dalle persone ed, in alcuni casi, dal personale medico: il bipolarismo. Nella fase depressiva ciò le causava allontanamenti con l’intenzione di farla finita: ci ha provato due volte, riuscendoci. Alla prima ricerca avevo poco più di vent’anni, nonostante questo ho collaborato attivamente nelle ricerche con gli enti preposti: in quel momento ho provato cosa si prova a stare dall’altra parte della linea.


La sera è intervenuto il Nucleo S.A.P.R. dei Vigili del Fuoco con la tecnologia IMSI Catcher Lifeseeker equipaggiata su un DJI Matrice 600 Pro: aveva rintracciato il segnale del suo cellulare. Quando è accaduto stavo osservando il monitor del computer che gestisce il sistema vedendo l’icona della persona apparire (posizione del telefono): la sensazione che ho provato è stata come un fulmine di speranza e felicità, uno sviluppo che non mi aspettavo più arrivasse il quale, fra le altre sensazioni, mi ha creato un rapporto indescrivibile con i droni: mi hanno conquistato. In quell’occasione è stata trovata viva la mattina successiva nella zona indicata dal Lifeseeker (l’avevamo cercata 10 ore nella zona sbagliata la giornata precedente) da parte di un volontario della Protezione Civile (ricordo che piangeva di gioia, la gioia di aiutare davvero il prossimo).


Successivamente a quel fatto ho iniziato ad acquistare droni per passione, fino ad un Mavic 3 Thermal. Al secondo tentativo di mia madre, e di conseguenza nuova ricerca, ho impiegato a rotazione tutti i miei droni per ispezionare le aree con le termocamere in attesa di quelli dei VVF: non hanno fatto in tempo ad arrivare, durante l’ispezione della galleria ferroviaria del mio paese hanno trovato il suo cadavere. In quel momento ho capito che la mia rotta era quella di aiutare chi si trovasse nella situazione che ho vissuto io, sia per un familiare o per un animale, che per me è un membro della famiglia a tutti gli effetti: coniugando esperienza e passione ho creato un’attività lavorativa che svolgo con molta dedizione.


ricerca animali scomparsi con drone




DRONEXT:  Oltre alla motivazione umana, c'è una passione aeronautica. Cosa ti affascinava del volo fin da bambino e come si è evoluta verso i droni?


SCAFFIDI: Sin da quando conservo ricordi sono attratto dagli aeromobili. Durante le vacanze in Sicilia da piccolo ammiravo per ore i Canadair combattere gli incendi. In un contesto terribile li trovo comunque bellissimi, sia esteticamente che tecnicamente. Successivamente, quando avevo all’incirca 4 anni, nel paese dove vivo si era tenuta un’esercitazione semestrale del servizio regionale di elisoccorso, gestito dall’Airgreen, presente all’esercitazione con un AB412: data la mia passione per il mondo del volo mia madre mi portò ad assistere: vedere l’elicottero da vicino e scoprirlo in maniera più tecnica aveva trasformato la mia passione in ossessione. Tanto che a 5 anni ero già aeromodellista.


Diciamo che la mia predilezione è sempre stata per gli elicotteri, in special modo per l’AW139, verso il quale nutro una vera e propria venerazione, tanto da conoscerne a memoria le caratteristiche tecniche. I droni, inizialmente, mi interessavano per alcune qualità rimanendo comunque abbastanza scettico sulle applicazioni, ma, vedendo in prima persona la loro utilità per il salvataggio di vite, da allora li considero strumenti essenziali in questo ambito, dalle caratteristiche e possibilità eccezionali.


DRONEXT:  Qual è stata la prima ricerca che hai condotto personalmente e cosa hai provato nel momento del ritrovamento? 


SCAFFIDI: Nelle vicinanze del mio paese una ragazzina, a seguito di una lite con i genitori, si era allontanata da casa. In quel momento mi trovavo a passare di lì per caso con la mia fidanzata, Giada, per recarci in una zona rurale ad effettuare dei voli addestrativi per prendere dimestichezza con il mio Mavic 3T appena acquistato: la madre della ragazzina, non ancora a conoscenza del fatto che fossi equipaggiato di drone termico, mi fermò per chiedermi se avessi visto la figlia: la informai della tecnologia di cui ero dotato e mi proposi di applicarla per un tentativo di ricerca speditiva, invitandola nel frattempo ad informare immediatamente le autorità del fatto: non ebbe il tempo di recarsi nella locale Stazione dei Carabinieri che le telefonai per comunicarle che avevamo individuato e messo in sicurezza la figlia. La sensazione di aver aiutato una madre in una condizione che ho vissuto sulla pelle mi ha fatto sentire di aver veramente aiutato il prossimo, in ogni senso possibile.


ricerca animali drone

 




DRONEXT:  Formazione e Normativa: Hai seguito tutti i corsi di Dronext SRL. Quanto è stata fondamentale una formazione strutturata per operare in sicurezza e legalità? Quali patentini (A1/A3, A2, Specific) ritieni indispensabili per questa attività e perché? 


SCAFFIDI: Ebbene la formazione in questo ambiente è essenziale. Bisogna rispettare le normative vigenti, e per farlo bisogna appunto seguire corsi adeguati organizzati da professionisti preparati e riconosciuti. I corsi di Dronext nella mia esperienza sono stati veramente esaustivi e completi, li consiglio a tutti coloro che vogliano intraprendere questo percorso.


Quando mi viene chiesto quali attestati occorrono per svolgere questa attività indico come partenza l’STS 01 VLOS. Con questa qualifica ci si può iniziare a definire un minimo formati per condurre i droni in maniera consapevole ed in sicurezza. Io personalmente ho conseguito tutti gli attestati fino all’STS 02 BVLOS. Ovviamente spetta al pilota applicare ciò che ha imparato durante l’addestramento. Conta inoltre avere una solida esperienza: personalmente ho iniziato a svolgere stabilmente l’attività di ricerca e soccorso superate le mille ore di volo in scenari meno critici. Successivamente occorre assolutamente continuare a formarsi ed aggiornarsi nel tempo: cambiano le normative, i limiti tecnici e molti altri fattori inerenti a questa realtà.


PATENTINO DRONE




DRONEXT:  Attrezzatura: Utilizzi droni di fascia Enterprise come il DJI Matrice 30T. Per una ricerca efficace, quanto è critica la scelta del drone e, soprattutto, della termocamera? Cosa deve cercare chi vuole iniziare?


SCAFFIDI: La scelta del drone non è critica, è fondamentale. Personalmente prediligo il DJI Matrice 30T perchè, oltre essere particolarmente versatile, è dotato di una termocamera radiometrica e telecamere tradizionali dalle caratteristiche eccezionali, possiede inoltre delle elevate caratteristiche di ridondanza: quasi ogni componente ha una controparte gemella che garantisce lo svolgimento delle missioni con la serenità di utilizzare uno strumento sicuro ed affidabile.


Ovviamente la scelta finale dipende dalle preferenze personali del pilota e dalle sue disponibilità economiche, ma è bene sapere che la termocamera è un requisito minimo fondamentale per svolgere questa attività. Entro la fine del 2026 contiamo di introdurre in azienda ulteriori 2 aeromobili: attualmente la flotta è composta da 8 unità. Per il futuro guardiamo verso la piattaforma di serie Matrice 400 di DJI dotata di payload delle serie H30T ed L3.


DJI MATRICE 400 CON H30T




DRONEXT:  Protocolli e Innovazione: Sei noto per aver sviluppato protocolli operativi avanzati e per utilizzare tecniche come l'aerofotogrammetria 3D . Puoi spiegarci in parole semplici qual è il tuo "protocollo tipo" di intervento, dal ricevere la chiamata al decollo?


SCAFFIDI: I nostri protocolli sono molto estesi e complessi: trattano le scelte operative da adottare in base a morfologia del terreno, stagione, clima, temperatura e molti altri fattori variabili per la parte di utilizzo delle termocamere.


Nella ricerca degli animali bisogna inoltre valutare vari fattori specifici come il profilo comportamentale, età, eventuali problemi di salute, fughe pregresse ecc…  Ad esempio, se dovesse trattarsi di un cane da caccia può seguire piste di selvaggina a lunga distanza rendendo l’intervento molto complesso oppure, se il cane dovesse avere un guinzaglio attaccato o si trovasse nei pressi di ferrovie o strade ad alto flusso di traffico, è una priorità massima in quanto lo consideriamo in imminente pericolo di vita.


Bisogna saper valutare la situazione ed agire di conseguenza: in buona parte s’impara con l’esperienza. Ovviamente, per quanto riguarda la parte aeronautica, sono fondamentali la conoscenza delle limitazioni tramite le mappe D-Flight, condizioni meteo, morfologia del terreno, pianificazione delle posizioni delle TOLA, eventuali ostacoli e presenza di volatili ostili: bisogna essere sempre pienamente consapevoli dell’area e del contesto nei quali andremo ad operare. Per quanto riguarda la parte dell’aerofotogrammetria in ambito SAR l’abbiamo introdotta recentemente in scia a dei protocolli ufficiali utilizzati da enti pubblici per la ricerca di spoglie prive di vita e di conseguenza senza traccia termica utilizzabile per la ricerca in determinati scenari: questa tecnica ci ha portato dei risultati soddisfacenti allo stato attuale.


DRONEXT:  Collaborazioni: Spesso collabori con unità cinofile da ricerca animali. In che modo drone e cane da ricerca si integrano per aumentare le probabilità di successo?


SCAFFIDI: A questa domanda risponde direttamente la nostra collaboratrice Claudia Giulia Guazzotti del Team Cinofilo New Moon:


RICERCA ANIMALI SCOMPARSI COL DRONE




Negli ultimi anni l'ausilio dei droni è stato integrato alle unità cinofile sia per la ricerca delle persone che degli animali perché, ovviamente, le capacità di monitoraggio e controllo del setting, da parte di un drone, (consideriamo sempre tecnologie di una certa portata e non di droni "giocattolo" o di bassa qualità), è certamente ed indiscutibilmente più veloce e può coprire aree molto più vaste. 


Dal canto suo un cane adeguatamente e specificamente addestrato per una tipologia di ricerca, che sia essa per persone o per animali, (puntualizzando che un cane che fa ricerca persone non ha competenza per ricerca animali e viceversa...), ha delle capacità olfattive che, fino ad oggi, nessun dispositivo è riuscito a riprodurre. Quindi solo ed esclusivamente un cane può rilevare la presenza di tracce olfattive e seguire le piste in merito a ciò che cerchiamo. Utilizzare cane da Ricerca Specifica in combo con il drone significa aumentare le possibilità di ritrovamento, soprattutto in assenza di avvistamenti immediati, quando non si può sapere che direzioni ha percorso lo smarrito.


L'Unità Cinofila rileva le tracce e le direzioni prese del soggetto che stiamo cercando ed il drone controlla velocemente le zone indicate dall'Unità Cinofila. Sebbene Cane e Conduttore abbiano competenze strettamente legate al rilevamento specifico delle piste, sono più lenti nel movimento, anche perché il Cane spesso "segnala" passaggi o punti "caldi" dello smarrito come pelo, impronte, marcature o feci, quindi rallenta per fare queste precise indicazioni ed è ovvio che coprire km di superficie in pochissimo tempo diventa più complicato. In questo caso quindi l'ausilio del drone è indispensabile perché esso riesce a controllare in poco tempo il setting dove sono state rilevate le tracce olfattive, controllando anche con la termocamera per individuare ciò che cerchiamo.


Questa tipologia di collaborazione è ovviamente più funzionale in aree dispersive, come pianure, boschi etc....in aree urbane il drone ha sicuramente più difficoltà ad individuare il soggetto smarrito a causa delle barriere architettoniche che non permettono né la visuale né il rilevamento termico, mentre il cane arriva assolutamente a seguire le tracce superando questa tipologia di ostacoli. Al contrario in superficie e zone boschive il cane può trovarsi in difficoltà di fronte a barriere "naturali", come strapiombi, passaggi pericolosi in genere dove la sua incolumità e del conduttore verrebbe messa a rischio, per cui l'impiego di un drone di fronte a queste difficoltà è fondamentale per monitorare quei luoghi, segnalati dal cane, dove l'accesso al binomio è limitato o impossibile o pericoloso.


Per concludere, bisogna avere ben chiaro su quale setting andiamo ad intervenire e dobbiamo sapere quali sono le modalità/cause di smarrimento, descrizione morfologica, età, stato di salute, caratteristiche di razza (memoria di razza), o tipologia di incrocio, ed ovviamente la Specie del soggetto smarrito, per capire come meglio agire e se è sufficiente l'intervento del solo drone, della sola Unità Cinofila o del lavoro di entrambi.


DRONEXT:  Consigli per Iniziare: Quali sono i tre consigli fondamentali (tecnici, burocratici e umani) che daresti a una persona che vuole specializzarsi nella ricerca animali/persone con droni?


SCAFFIDI: I miei consigli sono di seguire la normativa, il buon senso, il rispetto per gli altri e soprattutto ricordandosi che in questo mondo quale è il Search and Rescue viene in primis la possibilità effettiva di ottenere un risultato: se non potete aiutare non intervenite, arrecherebbe un danno non solo economico, bensì nutrirebbe false speranze a delle persone che si trovano in una situazione già critica ed emotivamente delicata. Questo è uno dei paletti etici. In seguito sappiate che valgono le stesse regole dei soccorritori: quando suonerà la sirena dovrete rispondere. Che sia giorno o notte, la vita non aspetta. Inoltre ricordate il presupposto che siamo tutte persone comuni, ma questo è un lavoro dove non si può sbagliare e con il contatto con una certa frequenza con la morte. Non tutti reggono emotivamente a questo fattore. Decidete se fa per voi.


UNITA' CINOFILA E DRONE




DRONEXT: Limiti e Responsabilità: Ci sono casi in cui è giusto non intervenire o in cui è necessario chiamare immediatamente le autorità? Ad esempio, in casi di sospetto furto o per animali particolarmente pericolosi?


SCAFFIDI: Ovviamente questi limiti sono dettati, oltre che dalla legge, dal criterio della persona che interviene. Le autorità, per esperienza personale, sono sempre molto disponibili nei casi dove sono chiamate ad intervenire e ci forniscono assistenza in ogni modo necessario.


Ovviamente in casi di furto la competenza è esclusivamente loro: noi effettuiamo solo la ricerca, qualora si tratti di un caso simile indirizziamo i proprietari facendoli rivolgere esclusivamente alle Forze dell’Ordine per l’opportuno seguito della vicenda. In caso di animali pericolosi ovviamente contattiamo gli accalappiacani autorizzati debitamente addestrati ed attrezzati per la messa in sicurezza dell’animale. In alcuni casi invece siamo stati chiamati ad intervenire da loro per individuare i latitanti pelosi da catturare in zone complesse, a volte anche per fornire monitoraggio aereo in pratiche rischiose come la telenarcosi.


RICERCA ANIMALI DISPERSI CON DRONE




10. Progetti Futuri: Qual è il tuo sogno o obiettivo principale per il futuro di questo settore in Italia?


Per il futuro mi piacerebbe che la ricerca degli animali, che è una professione di recente inserimento, venga regolamentata per garantire che sia svolta solo da personale adeguatamente qualificato. In questo ambiente, nella parte riguardante i droni ma anche in quella della cinofila, ci sono troppi opportunisti. Il problema è che quando si sbaglia si perde una vita, ricordiamolo tutti.

 

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Daniele Scaffidi è riuscito a canalizzare un'esperienza di vita profonda in una missione precisa. Per chi ne avesse bisogno, Daniele è più di un aiuto, è la possibilità di non essere soli in un momento di ansia (anche estrema). Tecnologia, protocolli e soprattutto una comprensione unica del disagio sono la chiave.


Daniele ci ha mostrato che, in questa professione, dove la bravura viene misurata in “ritrovamenti”, ha successo chi sa innanzitutto prepararsi, dotarsi della giusta attrezzatura, e fare dell’etica del servizio il proprio tratto distintivo. Il futuro delle ricerche animali con droni, anche grazie al contributo di pionieri come Scaffidi verso protocolli sempre più standardizzati, sembra roseo. E’ un campo dove l’innovazione tecnologica trova uno tra i suoi più nobili sensi — restituire un affetto, riportare a casa un familiare.


Se questo racconto ti ha ispirato, o ti ha fatto pensare a una situazione di bisogno, condividilo. Potrebbe arrivare alla persona giusta.


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CONTATTI DANIELE SCAFFIDI: https://www.dronestar.org/contatti





PER I PREVENTIVI SUI DRONI CON CAMERA TERMICA: scrivici a info@dronext.eu


 

 
 
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